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I sapori del mare e della campagna si uniscono nella cucina tradizionale marchigiana

Prenotando la vostra vacanza presso Filodivino, che si trova a San Marcello in provincia di Ancona, nelle Marche potrete gustare i piatti squisiti della tradizione gastronomica marchigiana.

Vincisgrassi

I Vincisgrassi sono senza dubbio il piatto principe delle Marche. Sono simili alle lasagne al forno, ma condite con un ragù di interiora di pollo e papera, parmigiano e besciamella. Nonostante gli ingredienti poveri, il gusto è decisamente ricco. Il nome e l’origine di questo piatto possono avere una duplice interpretazione. La versione più suggestiva sostiene che la parola “Vincisgrassi” deriverebbe dalla storpiatura del nome del generale austriaco Windisch Graetz, presente nella zona alla fine del 1700. Secondo la leggenda fu il suo cuoco personale a creare questo piatto per sfamare le truppe con le materie prime presenti nel territorio.

L’altra versione della storia, quella più attendibile, dice che almeno vent’anni prima dell’arrivo del generale Graetz esisteva già un piatto molto simile chiamato “Princisgrass”, ovvero grasso dei principi, inventato dal cuoco Antonio Nebbia nel 1781.

Vincisgrassi, aifb.it

Brodetto di pesce

La nascita del brodetto di pesce ha origine dalle tradizioni dei pescatori marchigiani, che per questo piatto impiegavano il pesce che non poteva essere venduto a causa di scarsa qualità o quantità. Le caratteristiche di questo piatto variano da provincia a provincia, ma una delle caratteristiche che dovrebbe mantenere per rispettare la tradizione è l’utilizzo di una pentola bassa, e possibilmente di terracotta, per la cottura. Oggi, il brodetto di pesce marchigiano è stato rivalutato e rielaborato da grandi chef, ma nonostante versioni più elaborate e raffinate di questo piatto, la natura della ricetta non cambia. I pesci più usati sono: merluzzo, rana pescatrice, triglia, razza, calamaro, scorfano, gallinella, palombo. In ogni caso, comunque lo si voglia preparare, non bisogna dimenticare due belle fette di pane tostato.

Stocco all’anconetana

Come dice la parola stessa, questo piatto dalle origini antiche è a base di stoccafisso, ovvero merluzzo, un pesce tipicamente scandinavo. Ciò è dovuto all’arrivo di questo cibo dalla Norvegia grazie al nobile Pietro Querini, che, dopo un viaggio nelle terre del nord nel 1432, decise al suo ritorno di portare lo stoccafisso in Italia. Il piatto è molto semplice ma prelibato: in sostanza si tratta di disporre in strati lo stoccafisso insieme a patate tagliate a fette, condendo il tutto con abbondante salsa a base di cipolla, aglio, prezzemolo, rosmarino, capperi e acciughe. Per completare la preparazione si aggiungono olive, pomodorini e vino bianco. La cottura, come vuole la tradizione, durerà almeno due ore e mezza.

Stoccafisso, anconatoday.stgy.ovh

Crescia sfogliata

La crescia sfogliata è una versione più ricca e antica della classica piadina.

Gli ingredienti tradizionali di cui si compone sono: farina di grano, uova, latte, strutto, sale e pepe.

La sua particolarità è che l’impasto di preparazione si dispone a chiocciola prima di essere steso e cotto, ed è proprio questo che conferisce la classica “sfogliatura” della crescia.

Le sue origini sono rinascimentali, e già alla corte dei Duchi di Urbino, nel XV secolo, veniva consumata e apprezzata.  Nel XV secolo la crescia sfogliata era impiegata come contenitore per torte di carne o di verdure, servite addirittura alle corti europee.

Al giorno d’oggi viene farcita e gustata con gli ingredienti che si preferiscono, in genere salumi e formaggi.

Coniglio in porchetta

Il coniglio in porchetta è una ricetta tipica della tradizione marchigiana. Si prepara con il coniglio disossato e farcito con le sue frattaglie triturate e rosolate (fegato, cuore, polmoni), pancetta di suino fresca e una salsina a base di erbe aromatiche quali rosmarino, timo e finocchietto selvatico. Il coniglio si arrotola insieme alle erbe, e la pancetta si arrotola su di esso, poi si lascia insaporire per qualche ora prima della cottura in forno. Tradizionalmente si serve a fette guarnito dal suo stesso intingolo.

Pollo in potacchio

Il pollo in potacchio (o putacchio), un piatto tipico marchigiano molto saporito e appetitoso.

La sua particolarità è la doppia cottura, infatti la ricetta prevede sia una prima cottura in umido, a fuoco alto, sia una passata al forno nella fase finale di cottura.

L’etimologia della parola “potacchio” rimanda ad una preparazione sugosa o ad una pentola particolare panciuta e ben capiente, tradizionalmente usata per prepararlo. Il pollo in potacchio deve essere cotto a pezzi, mantenendo la pelle, e condito con aglio, rosmarino e poco pomodoro.


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